Lupi, Il Messaggero: “Roma può facilitare il dialogo Usa-Ue Ma Bruxelles deve tagliare la burocrazia”
IL LEADER DI NOI MODERATE SALVINI AL VIMINALE? NON CONCLUDEREBBE IL PONTE SULLO STRETTO. NOI I GATTUSO DEL CENTRODESTRA.
Maurizio Lupi, che cosa dovrebbe dire Meloni a Trump?
In un momento così difficile non si tratta di scavare solchi, ma di costruire ponti. L’Italia non si muove da sola: chiunque pensi a trattare singolarmente per portarsi a casa un piccolo vantaggio fa un errore. Giorgia Meloni va a dialogare con Trump ribadendo la posizione dell’Italia ma anche dell’Europa intera: dirà che la guerra commerciale fa male a tuto l’occidente e che è stato un errore iniziarla. I da zi non sono un problema solo per le esportazioni italiane negli Usa, che pesano per il 30% del totale il problema è il rischio contagio di una guerra commerciale che danneggerebbe tutti. A cominciare da gli Stati Uniti
Però la Lega invoca una trattativa a due, Roma-Washington.
Intanto non bisogna seminare panico, poi dobbiamo tramar trattare per riaprire un dialogo come Paese leader e fondatore dell’Ue. Se poi vogliamo tornare all’autarchia, ognuno è libero di sostenere le sue posizioni. ma non mi pare sia questa la linea del governo. Abbiamo il governo più stabile d’Europa e godiamo di un ottimo rapporto con gli Stati Uniti, ma si é veri amici se non si asseconda l’altro, coscienti della nostra identità. E’ questo punto di forza del nostro dialogo con Trump. L’Italia può svolgere il ruolo di facilitatore, a cominciare dalla proposta zero dazi per zero dazi che nasceva dal nostro Paese e che tutti condividiamo.
Investire di più in Difesa, come chiede Trump, può essere una leva per convincerlo a un passo indietro sui dazi?
Sull’aumento degli investimenti in Difesa, che è cosa diversa dal riarmo, Italia si è già detta disponi bile, a cominciare dalla spinta alla cybersicurezza e alle infrastrutture strategiche. Per Noi moderati l’obiettivo dev’essere l’esercito europeo. Ma la cosa più importante è che l’Europa reagisca, come ha fatto dopo il Covid coi il Next generation Eu o dopo l’invasione russa dell’Ucraina con il piano energetico e sfrutti questo momento per ripensare se stessa
E come?
Con un grande lavoro di semplificazione e sburocratizzazione. muovendo, come ha sostenuto anche Draghi, quelli che di fatto sono dei dazi interni all’Ue. A cominciare dalla revisione del Green Deal dal principio della neutralità tecnologica. Se non ci si fa prendere dal panico, se non si rincorrono gli Usa cercando di assecondarli in tutto e per tutto- lo dico anche ad alcuni amici e alleati- per l’Europa questa può essere l’occasione può accelerare su una serie di partite importanti.
Giusto dirottare fondi del Pnrr per sostenere le imprese?
Non si tratta di togliere risorse dal Pnrr, ma di rivedere alcuni obiettivi del piano. Come abbiamo già fatto in passato, al contrario di quanto sostenevano alcuni urlatori di professione, riprogrammando 22 miliardi di risorse, di cui quasi 14 destinati alle imprese. Del resto solo gli stupidi non cambiano ma idea.
L’Italia si oppone all’uso del “bazooka contro le Big tech, lo strumento anti-coercizione europea. Fa bene?
Da milanista mai pentito, dico che a un fallo da espulsione non si risponde con un fallo di reazione, perché si viene squalificati entrambi. Ai bazooka non credo molto le contromisure sono legittime, ma la cosa che possiamo fare subito è cambiare noi per primi passare dall’Europa della iper-regolamentazione a quella dello sviluppo.
A proposito di “bazooka”, Salvini ne ha sparato uno dal congresso della Lega, chiedendo il Viminale. Richiesta legittima?
Tutte le richieste sono legittime. Questa mi sembra abbia più un valore simbolico che di merito, da bandiera allo stadio. Matteo ha sempre rivendicato la voglia e la forza di concludere i progetti avviati al Mit, a partire dal Ponte sullo stretto. Dal Viminale sarebbe impossibile portarlo a compimento,
Dunque nessun rimpasto
Squadra che vince non si cambia. La forza di questo governo è quella di avere tanti campioni, ma un campione da solo non vince. Quanto a Noi moderati, siamo un po’ i Gattuso della Nazionale, una vita da mediano. Ma per vincere, i mediani sono fondamentali.
